I vitigni locali

  • Il glera è il vitigno a bacca bianca che rappresenta la componente base del prosecco. Un vitigno di antichissime origini addirittura precedente alla colonizzazione dei Romani, documentato come presente nel territorio Veneto già dagli ultimi anni della Serenissima (300 anni fa), ormai ritenuto, quindi, vitigno autoctono.
  • La Garganega molto probabilmente è un’uva di origini greche, citata per la prima volta come vitigno proprio del nostro territorio nel Trattato dell’Agricoltura di Pier de’ Crescenzi, redatto nel XIII Sec., dove viene chiamata “Garganiga”. Tuttavia è plausibile, data la storica vocazione vitivinicola del territorio veronese, che quest’uva fosse già coltivata in loco da molto prima, almeno dall’XI secolo. Vitigno base del Soave.
  • L’Uva gnocca è una varietà locale a rischio di estinzione per cui al nostro istituto è stato assegnato un diritto di impianto per iniziative di ricerca e sperimentazione, da realizzarsi nell’ambito del progetto “Difendere la biodiversità agricola tramite la ricognizione e caratterizzazione dell’accessione Uva Gnocca” finalizzata al recupero e conservazione del germoplasma viticolo regionale, attività che rientra nelle azioni strategiche per il settore vitivinicolo veneto. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Istituto tecnico agrario statale “A. Trentin” di Lonigo, la struttura cooperativa Collis–Veneto Wine Group S.c.a.c. e l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze arboree – Area Colture arboree.

Gli incroci

  • L’Incrocio Manzoni o Manzoni Bianco è un vitigno messo a punto negli anni Trenta dal Prof. Luigi Manzoni, presso la Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano dall’incrocio di Riesling renano e Pinot bianco.
  • Il Cabernet Eidos è un vitigno a bacca nera ibrido resistente a peronospora e oidio recentemente messo a punto dall’università di Udine dall’incrocio di Cabernet Sauvignon e Bianca indicato per vini di medio o lungo affinamento.
  • Il Merlese è anch’esso un vitigno a bacca nera innovativo, frutto delle ricerche condotte dall'Università di Bologna e derivante dall'incrocio fra Sangiovese e Merlot che riunisce alcune interessanti caratteristiche dei suoi pregiati genitori.

I vitigni ad ampia diffusione

  • Il Sauvignon (chiamato anche Sauvignon blanc) è un vitigno a bacca bianca, proveniente dalla zona francese della Loira o di Bordeaux.  E’ uno dei grandi vitigni internazionali maggiormente coltivati nelle zone include delle DOC Colli Berici e Vicenza.
  • Il vitigno Pinot grigio, si presume provenire dalla zona della Borgogna, in Francia ed è con ogni probabilità una mutazione genetica del Pinot nero. In Italia è stato ampiamente coltivato, con produzioni di masse di assoluto rilievo, soprattutto in Trentino e nel Veneto. Il suo colore è ramato, spesso è vinificato in bianco ma se vinificato a contatto con le bucce assume il naturale tono aranciato.
  • lo Chardonnay, uva a bacca bianca anch’essa originario dalla Borgogna, fu precisamente impiantata originariamente dai monaci cistercensi dell'abbazia di Pontigny, da dove si è diffusa progressivamente in tutto il mondo dalla fine del XIX secolo
  • Il Merlot è un vitigno a bacca nera originario della Gironde e in particolare della zona di Bordeaux  già dal 1700. Da qui nascono (in uvaggio con il Cabernet) alcuni dei più prestigiosi vini al mondo, come il famoso Chateau Petrus, ottenuto esclusivamente da uve Merlot. Questo vitigno è generalmente  accompagnato dal Cabernet Sauvignon, con il quale dà vita all’assemblaggio noto come Taglio Bordolese.
  • l'Ancellotta è un vitigno diffuso in Emilia( modenese- reggiano) dove è utilizzato per vini rossissimi, ora utilizzato anche in Veneto, Friuli Toscana e basso Trentino, coltivato con successo in Brasile, Argentina ed Est Europa. I primi riferimenti storici risalgono al 1400, quando le venne attribuito questo nome grazie alla diffusione ad opera della famiglia Lancillotti. Costituisce il 15% del taglio del Lambrusco reggiano